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Chi siamo  
La Fondazione nasce dall’esigenza di creare una sinergia tra cultura, solidarietà e attività di impresa.

Quale modo migliore di presentare questa iniziativa se non le parole del suo stesso ideatore e fondatore, il Sen. Mario Baccini.

La cultura è un vettore di idee e di valori; stimola il dialogo e la cooperazione tra gli individui e le culture, favorisce l'apertura sul mondo e il cosmopolitismo. La cultura e la storia, nel loro sedimentarsi, costruiscono il futuro, generano valori che possono porsi alla base della coscienza civile di una nazione.
L'Italia, per la straordinaria ricchezza della sua cultura e della sua storia ha, rispetto al resto del mondo, un primato indiscutibile, un vero e proprio capitale che rappresenta, da un lato, il fondamento dell'identità culturale del paese e, dall'altro, attribuisce all'Italia un alto profilo in campo internazionale.
Veicolare presso un pubblico sempre più vasto la ricchezza e fecondità di questo patrimonio culturale, passato e presente, contribuisce alla crescita etica e civile della collettività. La promozione culturale all'estero getta le basi della credibilità e dell'affidabilità, mette in opera i canali indispensabili alla cooperazione politica ed economica, consentendo di acquisire, a lungo termine, partner e amici, servendo direttamente gli interessi generali del paese.
La valorizzazione del patrimonio culturale è potenzialmente anche in grado di contribuire allo sviluppo economico e occupazionale in quanto può essere una non trascurabile fonte di lavoro, oltre che di soddisfazione, soprattutto per i giovani. Non per nulla, oggi si tende sempre più a privilegiare questo aspetto della cultura e del patrimonio culturale, che costituiscono un vero e proprio “capitale”, uno strumento in grado di favorire la crescita del sistema-paese anche dal punto di vista più strettamente economico.
Questo insieme di considerazioni mi ha spinto a costituire nel 2003 una fondazione culturale con sede a Roma e New York che non fosse una delle tante che fioriscono nel nostro paese, ma qualcosa di diverso.
Di fatto, trasformare l'italianità da fattore di simpatia in garanzia di affidabilità, fare del modello italiano un esempio di qualità della vita è il filo che sottende ad ogni proposito o azione concreta che la Fondazione intende mettere in opera, in Italia come all'estero.
Non è stato difficile convincere alcuni imprenditori ed amici a sposare tale causa e a diventare miei compagni di strada in questa esaltante avventura. La loro sensibilità e intelligenza mi hanno consentito la creazione di Foedus che ha tra le sue ambizioni quella di ottimizzare lo scambio tra il mondo della cultura e il mondo dell'impresa, nella consapevolezza che tale scambio può dare risultati positivi ad entrambi: la cultura rappresenta per l'impresa, come per l'individuo e per la società, un indubbio valore aggiunto; la cultura può trarre vantaggio dall'apporto economico che l'impresa può fornire, ma anche dal bagaglio di esperienze e conoscenze, di metodi e di creatività di cui l'impresa è portatrice; l'imprenditoria può trarre vantaggio dall'arricchimento che la cultura da sempre fornisce ad ogni individuo, dal ritorno di immagine che ogni operazione culturale riuscita può dare a chi in tale operazione si è impegnato.
Se è vero che il presente è debitore del “passato” , è altrettanto vero che è responsabile anche del “futuro” . La solidarietà, come terza - ma non ultima - componente dichiarata della Fondazione Foedus, nasce dalla mia profonda convinzione che un approccio solidale con la società e con i numerosi problemi che nella società contemporanea sono presenti può dare risultati eccellenti, laddove altri interventi possono fallire; nasce dalla mia convinzione che la solidarietà per chi ha più bisogno e per chi è più debole, non è solo un obbligo per ogni cattolico ma è anche, e tanto più oggi, un dovere per ogni cittadino e per ogni uomo che si voglia impegnato nella vita civile.
Occorre trovare nuove regole di comportamento che consentano alla società di crescere in maniera “organica” , equilibrata e serena: “L'economia senza etica è diseconomia, non può funzionare bene” diceva Don Luigi Sturzo.
Investire nel sociale, come investire nell'arte - quale forma di responsabilità sociale - sottintende una chiara motivazione “etico-morale”. Foedus intende sviluppare tali forme di investimento per contribuire allo sviluppo equilibrato della società tutta.

Mario Baccini, Presidente


   
   
 
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